URBAN ART

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Torna l’appuntamento con la rubrica “Inspired” dedicata oggi alla Urban Art ed in particolare andremo ad analizzare le similitudini tra l’arte di Shepard Fairey in arte Obey e Giogio Mussati.

La Urban Art, come ci suggerisce il nome, è strettamente connessa al tessuto urbano e alla dimensione della città in maniera molto profonda, comunica il suo messaggio attraverso icone e simbologie semplici che ricordano i manifesti di propaganda e messaggio sociali.

Obey è diventato celebre per le sue icone colme di messaggi sociali e portavoce di tutte quelle tematiche che caratterizzano la nostra contemporaneità, creatore di manifesti di dissenso, come la lotta per la pace e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la salvaguardia dell’ambiente. 

Il linguaggio visivo è assai chiaro e ad ogni messaggio che l’artista vuole portare associa sapientemente una serie di iconografie che arrivano dalla nostra memoria storica, riproponendo così immagini a noi familiari e semplici da decifrare nonostante la profondità e talvolta la drammaticità del messaggio stesso.

Ad esempio nella serie Obey Lotus Ornament dove si vuole veicolare il tema pacifismo, si legittima con la sua (ri)appropriazione della grafica del Modernismo europeo riecheggiando l’avanguardie del Novecento, dal Futurismo al  Costruttivismo russo. O anche in un’altra opera di forte impatto politico: Greetings from Iraq, dove le “bellezze” dell’Iraq diventano i bombardamenti aerei americani creando quindi una serie di immagini che comunicano tra loro e svelano il forte messaggio a tutti gli spettatori urbani. Cittadini delle città che si ritrovano davanti anche casualmente delle opere che inevitabilmente cattureranno la loro attenzione con rapidità e precisione.

 

Urban Art di Obey

 

Anche Giorgio Mussati usa lo stesso tipo di comunicazione, elaborando il design di adesivi, poster e matrici, sceglie di utilizzare un sistema pittorico emblematico, una sceneggiatura espressiva, immediata ed efficace. Il linguaggio artistico che predilige serve a creare un’immagine laconica comprensibile a tutti. A differenza di Obey, Mussati usa colori pop e quindi dal forte impatto emotivo, ma sa declinare la forza dell’icona anche in un tono più scherzoso e scanzonato, volendo sì veicolare dei messaggi, ma in maniera più leggera.

Entrambe questi artisti provengono da un forte beck ground di street artist, ma per entrambi il precorso di ricerca stilistica si indirizza verso la guerrillia art, che deve essere diffusa in larga scala perché deve contaminare lo spazio urbano in cui è stata concepita.

Mussati dice:

"Vorrei che la gente si fermasse davanti alle mie opere riflettendo sul messaggio, sorridendo per qualcosa che accontenta anche i loro occhio. Vorrei dare a tutti la possibilità di godere dei colori e del potere dell'arte attraverso i muri delle strade, perchè no, sui messaggi"

La Urban Art è proprio questo una forma d’arte fruibile a tutti e comprensibile da tutti, che può veicolare messaggi più o meno leggeri, ma che ha la sua forza nel main stream e nell’accumunare tutti i suoi spettatori che si sentono complici e rappresentati da quelle immagini, che inaspettatamente trovano sui muri delle proprie città.

LE OPERE DI GIORGIO MUSSATI SONO IN VEDITA AL SEGUENTE LINK 👉 https://www.bitgallery.it/collections/giorgio-mussati

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